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Cosa succede se non rimuovi i polloni alla base degli alberi? Un errore che può indebolirli negli anni

Manuela Grandidi Manuela Grandi· 02/08/2026 18:58
Cosa succede se non rimuovi i polloni alla base degli alberi? Un errore che può indebolirli negli anni

In città gli alberi fanno molto più che ombra: filtrano l’aria, riducono il rumore e danno carattere ai cortili. Proprio per questo mi fa sempre sorridere quanta energia possano sprecare in dettagli che trascuriamo. I polloni alla base sono uno di quei dettagli: sembrano innocui, ma nel tempo presentano il conto.

Cosa succede se non rimuovo i polloni alla base dell'albero?

I polloni competono con la chioma per acqua, luce e nutrienti, rallentando la crescita dell’albero principale. Nel tempo indeboliscono la struttura, favoriscono rotture e peggiorano fioritura e fruttificazione. Lasciarli crescere indisturbati può perfino cambiare l’aspetto e la stabilità dell’albero.

Questi germogli, velocissimi, creano una “chioma alternativa” vicino al suolo. Ombreggiano il colletto, mantengono umidità a contatto della corteccia e attirano tagli ripetuti di decespugliatori e tosaerba. Il risultato è un albero che investe risorse nei rami sbagliati e cicatrici continue proprio nella zona più delicata.

Perché i polloni rubano energia e acqua al tronco principale?

I polloni hanno foglie giovani e molto attive: consumano zuccheri e spingono la linfa verso se stessi, rallentando il flusso destinato alla chioma. Con superfici fogliari ampie aumentano l’Evapotraspirazione, richiedendo più acqua in periodi già critici. L’effetto è un bilancio energetico negativo per l’albero che vogliamo sostenere.

A livello ormonale, i polloni alterano l’equilibrio tra auxine e citochinine, stimolando ulteriori emissioni basali. È un circolo vizioso: più polloni, più richiesta idrica, più stress. In vaso o in cortili caldi, dove il suolo si asciuga in fretta, la competizione si fa spietata.

I polloni aumentano il rischio di malattie e instabilità?

Sì. I tagli ripetuti e le abrasioni alla base diventano porte d’ingresso per funghi e carie, indebolendo il colletto. Legami legnosi dei polloni sono spesso deboli: con vento e neve si spezzano, lasciando ferite ampie.

Nel mio cortile milanese ho visto un tiglio perdere un grosso pollone dopo un temporale: la ferita a V ha esposto il legno interno e rallentato tutta la stagione successiva. Un albero che combatte su più fronti (caldo, siccità, suolo compattato) non può permettersi ferite inutili.

Quando e come rimuovere i polloni senza danneggiare l'albero?

Rimuovili presto, quando sono teneri, per ridurre il trauma e il ricaccio. Il periodo migliore è dalla tarda primavera all’estate, evitando ondate di calore o siccità estrema. Taglia a filo del punto d’origine, senza lasciare monconi, con attrezzi puliti.

  • Ispeziona spesso: intervenire quando i germogli sono lunghi 10-20 cm.
  • Usa cesoie bypass affilate o un coltello da innesto; disinfetta con alcool al 70%.
  • Taglia radente senza intaccare il colletto; non applicare mastici: servono più a noi che alla pianta.
  • Post-intervento: irriga in profondità e mantieni una pacciamatura leggera (5-8 cm) lasciando libero il colletto.

Se i polloni spuntano da radici affioranti, scoprile delicatamente, taglia a filo, poi ricopri con compost e pacciamatura. Evita assolutamente diserbanti a contatto con tronco e radici.

Ci sono alberi per cui i polloni sono utili o da non toccare?

In alcuni casi sì, ma su piante e contesti specifici. Nella ceduazione (nocciolo, salice) i polloni sono la base del ciclo colturale. In giardino ornamentale, invece, conviene contenerli quasi sempre.

Multi-stem progettati fin dall’inizio (betulle allevate a più fusti, alcuni corbezzoli) non sono polloni casuali ma scelte estetiche. Al contrario, specie invadenti che pollonano vigorosamente possono colonizzare il cortile e i giardini vicini: serve disciplina e, a volte, l’aiuto di un arboricoltore.

Come capire se i polloni vengono dal portinnesto e perché è un problema?

Se l’albero è innestato, i polloni del portinnesto sono geneticamente diversi e possono sovrastare la varietà scelta. Riconoscerli è cruciale: foglie, spine o vigoria spesso non coincidono con la chioma. I polloni di Portinnesto vanno rimossi alla base il prima possibile.

Controlla dove nasce il germoglio: sotto il punto di innesto (di solito visibile come un rigonfiamento sul tronco) è sospetto. In frutteto urbano ho visto peri tornare “selvatici” perché i polloni del portinnesto hanno preso il sopravvento, con frutti piccoli e qualità scadente.

Cosa posso fare in città per ridurre la formazione di nuovi polloni?

Riduci lo stress: gli alberi emettono polloni quando faticano. Irriga in profondità e di rado, pacciama correttamente e proteggi il colletto dai colpi di tosaerba. Evita potature drastiche che stimolano ricacci vigorosi.

In cortili caldi crea un anello di pacciamatura organica, largo almeno 60-80 cm, per mantenere il suolo fresco. Alleggerisci il compattamento con fori di aerazione e aggiunta di compost fine: in una stagione ho dimezzato i polloni su un acero solo migliorando il suolo.

Meglio strapparli a mano o usare cesoie e coltello?

Se sono giovanissimi, “strappo controllato” verso il basso può rimuovere il tessuto meristematico e ridurre il ricaccio. Su polloni già legnosi, meglio taglio pulito con cesoie bypass. Mai torcere con forza: potresti scortecciare il tronco.

Indossa guanti e occhiali, lavora accovacciata per vedere la base del germoglio e non lasciare codini. Dopo il taglio, una sciacquata al terreno e una leggera rincalzatura aiutano a stabilizzare l’area.

Ogni quanto controllare la base e quali segnali osservare?

Controlla una volta al mese da aprile a settembre. Intervieni subito se vedi getti vigorosi sotto il punto di innesto, ferite umide o corteccia abrasa. In autunno fai un bilancio generale e regola irrigazione e pacciamatura.

Segnali d’allarme: monconi vecchi che ributtano, differenze marcate di fogliame tra chioma e base, insetti che “passeggiano” sulle ferite. Meglio cinque minuti di ispezione regolare che una potatura d’emergenza a luglio.

Posso trasformare i polloni in nuove piante o in una siepe?

A volte sì, se la specie è su proprie radici e non è invasiva. Preleva in primavera un pollone con un pezzo di radice, mettilo in vaso con substrato drenante e ombra luminosa. Ricorda: se proviene da portinnesto, la nuova pianta non avrà le stesse caratteristiche della chioma.

Per siepi informali, meglio partire da talee o giovani piante certificate. I polloni “riciclati” funzionano solo in casi mirati e richiedono spazio e controllo costante.

Domande rapide

I polloni sono la stessa cosa dei succhioni? No: i polloni nascono da base o radici, i succhioni dalla parte alta di rami e tronco.

Posso usare diserbanti per eliminarli? Meglio di no: rischio danni sistemici all’albero e al suolo.

Quanta pacciamatura mettere? 5-8 cm, senza toccare il colletto per evitare marciumi.

È utile pitturare il taglio? In genere no: le piante sigillano da sole se il taglio è pulito.

Ogni quanto ricompaiono? In alberi stressati anche dopo 3-4 settimane: la prevenzione riduce la frequenza.

Manuela Grandi
Manuela Grandi

Manuela ha trasformato un vecchio cortile milanese in un’oasi verde con piante rampicanti e piccoli arbusti esotici. Da anni aiuta amici e vicini a progettare spazi verdi in città, condividendo scelte pratiche per affrontare il clima urbano e inventando soluzioni creative per i piccoli giardini domestici.