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Perché gli ulivi "riposano" nelle settimane più calde: la pausa che prepara le olive

Maurizio Lanfranchidi Maurizio Lanfranchi· 31/07/2026 17:35
Perché gli ulivi "riposano" nelle settimane più calde: la pausa che prepara le olive

Agosto è qui e gli ulivi lo sanno. In questi giorni di caldo estremo, tra le 35 e i 40 gradi, gli alberi fanno esattamente quello che hanno imparato a fare in migliaia di anni: rallentano drasticamente. Smettono di crescere, riducono la traspirazione, chiudono gli stomi. Non è malattia, non è stress letale. È una pausa fisiologica intelligente che prepara le drupe più belle della stagione.

Cosa dicevano i nonni, e perché avevano ragione (quasi)

I contadini di Liguria e Toscana lo ripetevano da generazioni: "A ferragosto gli ulivi dormono." Nonne e massai osservavano che la pianta sembrava ferma, che le foglie diventavano grigie e arricciate, che persino i giovani germogli si bloccavano. La saggezza popolare consigliava di non toccare nulla in questo periodo, di aspettare il ritorno del fresco.

Quella pausa era reale, ma il perché era frainteso. Non era stanchezza morale né un bisogno di riposo come lo intendiamo noi. Era una strategia di sopravvivenza programmata geneticamente. La tradizione aveva perfettamente riconosciuto il quando, ma aveva sbagliato il meccanismo. Gli ulivi non riposano per riprendere fiato. Riposano per sopravvivere e per indirizzare tutta l'energia verso il frutto, non verso le foglie nuove.

La scienza dietro la pausa estiva: cosa accade davvero

Durante le settimane più calde, l'evapotraspirazione raggiunge i picchi massimi. La pianta dovrebbe pompare enormi quantità di acqua dal suolo per mantenere la fotosintesi. Ma il terreno tende a seccarsi, e le radici trovano sempre meno disponibilità idrica.

L'olivo, allora, attiva una scelta metabolica: chiude gli stomi fogliari per ridurre le perdite idriche. Senza aperture stomacali, la pianta non può svolgere fotosintesi intensiva. Quindi la smette di crescere. I frutti in via di sviluppo diventano la priorità assoluta: tutto lo zucchero e i nutrienti disponibili confluiscono verso le drupe, non verso rami e germogli.

È in questo periodo che si forma la consistenza dell'oliva, che aumenta il contenuto in lipidi e che il frutto acquista le dimensioni definitive. La pausa della pianta è il momento in cui l'oliva matura davvero.

Irrigazione: l'errore che quasi tutti commettono

Il primo sbaglio è pensare che più acqua significhi aiutare la pianta. In realtà, i rischi sono due. Un eccesso d'acqua promuove uno sviluppo vegetativo nuovo proprio quando dovrebbe stare fermo. Vuol dire fogli freschi, teneri, esposti a parassiti. Vuol dire che la pianta spreca energia in crescita, non in frutto.

Il secondo rischio è il marciume radicale se il suolo rimane costantemente zuppo. Anche gli ulivi hanno i loro limiti.

Cosa fare invece: mantenere il terreno umido ma non bagnato. Un'irrigazione profonda ogni 7-10 giorni, a seconda della tessitura del suolo e dell'esposizione, è sufficiente. Meglio irrigare al tramonto o all'alba, quando l'evaporazione è minima. Se l'olivo ha due o tre anni o è appena stato messo a dimora, ha bisogno di più attenzione. Se è adulto e radicato da anni, tollera bene anche qualche giorno di siccità.

Concimazione e potatura: quando non fare nulla è la scelta giusta

Non potate gli ulivi a ferragosto. La ferita attira parassiti e il caldo accelera l'essiccazione. Aspettate settembre. Se dovete intervenire, fatelo solo per rami spezzati o secchi.

Altrettanto critica è la concimazione estiva. L'azoto stimola la crescita vegetativa, che è l'ultimo obiettivo in questi giorni. Se avete già distribuito il concime a maggio-giugno, avete fatto bene. Se no, aspettate settembre o addirittura il prossimo anno. Una pacciamatura leggera a base di compost maturo non nuoce, anzi: mantiene fresca la rizosfera e protegge il terreno dall'evaporazione.

Monitorare senza intervenire: il controllo consapevole

Osservate le foglie arricciate e grigie. Non è malattia. Sono la prova che la pianta sta funzionando correttamente. Controllate il terreno prima di annaffiare: non dovrebbe essere duro e polveroso, ma nemmeno fradicio.

Se vedete fogliame giallo, potrebbe significare secchezza cronica oppure clorosi (carenza di ferro in suoli alcalini). In questo caso, una chelazione mite a settembre aiuta. Non fate nulla adesso.

Cosa non fare tra agosto e i primi di settembre

Non potate. Non concimate con azoto. Non cambiate improvvisamente il regime irriguo. Non scavate intorno alla pianta. Non applicate pesticidi ad ampio spettro. Non abbiate fretta di "salvare" quello che state vedendo. Tutto è under control.

La pausa che prepara l'eccellenza

Tra tre settimane, quando le temperature scenderanno, gli ulivi riprenderanno a vegetare. Ma le olive già dentro saranno diverse: più grandi, più saporite, più ricche di oli pregiati. La pausa estiva non è uno stop accidentale. È il sigillo della qualità.

Maurizio Lanfranchi
Maurizio Lanfranchi

Maurizio segue da decenni la crescita di alberi e arbusti nel suo grande giardino tra Emilia e Liguria. Specializzato in rose e lillà, è noto tra gli amici per le sue potature creative e i suggerimenti su irrigazione. Da qualche anno segue con passione la progettazione di aiuole a bassa manutenzione.